Unlearning, un inno gentile alla disobbedienza.

Qualche mese fa ho deciso di andare al cinema e vedere “Unlearning, un inno gentile alla disobbedienza“.Scoperto tramite facebook, questo documentario autoprodotto ad un anno dalla sua uscita sta ancora facendo molto parlare di sé.

In sintesi: una famiglia di tre persone (madre, padre e bimba di cinque anni) decide di mollare tutto per sei mesi e di viaggiare attraverso le più diverse esperienze di comunità per capire se cambiare è possibile. Quante volte avete sognato di mollare tutto e partire? Loro l’hanno fatto sul serio; senza dover per forza naufragare su un isola deserta o essere ritrovati in un fosso dopo pochi giorni, hanno percorso oltre 5000 km per scoprire nuove realtà, famigliari, abitative e modi di vivere lontani dalla zona di comodo di tutti i giorni.

Il documentario spazia tra moltissimi temi, partendo dalla sharing economy (la famiglia viaggia esclusivamente con il carpooling e trova alloggi tramite il coachsurfing e altre forme di baratto) per arrivare a toccare l’educazione dei figli e il sistema scolastico nazionale, grazie anche alla presenza della piccola Gaia, definita dai genitori stessi in balia degli eventi e che sembra divertirsi molto durante i loro vagabondaggi. Un viaggio in 180 giorni che tocca tantissime persone diverse tra loro, passando per grotte, tendoni da circo e ecovillaggi vegani, arrivando persino a trascorrere del tempo con la comunità Freegan.

Oltre ad aprirmi un intero mondo su realtà che, sinceramente, ignoravo completamente, ho apprezzato molto che questo documentario non sia nulla di più di una testimonianza, oggettiva certo, impregnata del punto di vista dei suoi autori (compresa Gaia, che monopolizza più volte la GoPro di famiglia), ma pur sempre una testimonianza che porta alla nostra attenzione che, sì, un altra vita è decisamente fattibile. Nessun tentativo di conversione del pubblico o di lodare senza spirito critico qualunque alternativa solo in quanto “diversa”,ma un puro e semplice far conoscere le mille sfaccettature del cambiamento, del cercare di resistere all’alienazione e al individualismo che ci circonda e che sempre di più stringe la sua morsa sul mondo moderno.  Viene da pensare, vedendo il documentario, che se lo stato sociale e ritmi di vita umani non vengono più garantiti dall’alto, allora si cerca di ricrearli dal basso, attraverso semplici cittadini che cercano di formare una rete di assistenza reciproca e di supporto, fosse anche solo dimostrandoti l’enorme quantità di cibo che viene sprecata ogni giorno dalla grande distribuzione, portando così ognuno di noi a interrogarsi se è veramente necessario spendere i nostri soldi per cibi che butteremo dopo pochi giorni, magari senza neanche assaggiarli e solo perché fuori dalla data di scadenza.

Al momento la famiglia è nuovamente in cammino per realizzare un altro documentario, “Figli della libertà”, a tema “scolastico”, che potremo vedere nelle sale dal 7 Marzo.

Per capire dove e come vedere “Unlearning” cliccate qui e seguite la loro newsletter, non ve ne pentirete.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...