Giochi pericolosi

Durante la formazione per diventare Ludotecaria a tutti gli effetti una parte specifica è stata dedicata alla sicurezza. Siamo partiti dalle normative italiane dedicate alla sicurezza in ludoteca e su come debbano essere adibiti i locali per arrivare a parlare dell’importanza di abituare i bambini ai pericoli. Non avete idea della quantità di volte che un genitore pronunci: “Attento/a!”, anche quando non sarebbe minimamente il caso; al secondo posto nella classifica della top 5 genitoriali troviamo un “No che ti sporchi”, pronunciata quasi sempre quando il bambino sta per provare il massimo divertimento. Esagero? Probabile.

Ma come abituare i bambini ai pericoli? Ovviamente con il gioco e con parchi gioco decisamente particolari dedicati proprio a questo.

Purtroppo sono realtà maggiormente circoscritte ai paesi anglosassoni (ma vah?), uno dei più famosi,The Land,  su cui è basato questo bellissimo documentario (qui un estratto), si trova nel nord del Galles e non è nient’altro che uno spazio recintato, con giochi non strutturati. Vedere foto sotto per credere.

Una precisazione è d’obbligo: il fatto che si usino materiali non strutturati, che ci si sporchi, e che l’aspetto del campo non sia al suo “massimo” (o forse lo è se guardiamo con gli occhi di un bambino) non significa che il comune buon senso e le regole di base non debbano esserci, prima fra tutti un limite d’età per usare gli attrezzi. Giocare in modo avventuroso non significa anarchia, le regole sono importanti e non c’è gioco senza regole. In tutti questi “Adventure Playground” lo staff dei “playworkers” (voglio anche io un  nome così, mi batterò per trovarne uno degno in italiano!) è presente e pronto ad aiutare i bambini; le regole sono ben chiare a tutti e il limite minimo d’età per l’ingresso difficilmente è al di sotto dei sei anni. In questi posti bellissimi ci si può arrampicare, correre, sporcare e ogni cosa può diventare un gioco!

Ma come declinare questo mondo fatato in una grande città? La risposta arriva da Londra, e dal suo “The Shop of Possible”

Un negozio, uno spazio esterno e la South London Gallery alle loro spalle come partner! La visione di questo bellissimo blog mi ha spinta a credere che in Inghilterra lo scotch sia gratis, altrimenti non si spiega l’enorme quantità a disposizione dei bambini! Sarò ancora in tempo per farmi assumere? Il blog è ricco di spunti e mostra chiaramente come sia possibile realizzare una cosa del genere in mezzo a palazzi e cemento. In alcuni casi il cemento può anche essere una risorsa in quanto si presta benissimo per l’uso dei gessetti, della pittura e per le corse dei carrelli!

Spostandoci oltreoceano, gli “Adventure Playgorund” in California valgono da soli il costo del biglietto aereo per visitarli.
Più strutturati dei colleghi gallesi, la componente “pericolosa” è sempre presente, così come gli attrezzi e la falegnameria sono sempre bene forniti.
Consiglio la lettura del sito dedicato al playground di Berkeley Marina!

Decisamente illuminante il divieto di aiutare i bambini a salire sulla carrucola: se hanno bisogno di essere tenuti vuol dire che non hanno età giusta per usarla, semplice no?

Nella città di Huntington Beach, Orange Country, California, hanno fatto le cose in grande: l’Adenture playground si trova dentro il parco cittadino, e ha uno stagno bellissimo!

Nati negli anni ’70 grazie a Marjory Allen, questi progetti mettono al centro di tutto il loro lavoro il diritto del bambino a giocare senza materiali strutturati, il diritto a rischiare e, perché no, anche il diritto a sbucciarsi le ginocchia senza dover per forza correre subito al pronto soccorso!
La realtà italiana su questo punto di vista è piuttosto disarmante: chiudiamo i bambini nei recinti dei parchi gioco e ci preoccupiamo che non sudino ad agosto…l’obesità minorile è una realtà concreta e sconcertante così come la mancanza di tempo e spazio per giocare liberamente, senza nessuno che li guidi.

Nel mondo dell’educazione italiana c’è molto fermento ultimamente: stanno nascendo realtà bellissime, come l’asilo del mare, l’asilo del bosco entrambi nel Lazio, o i vari esperimenti di scuola senza zaino, ma spesso riconducibili alla scuola.

Non sarebbe bello pensare anche al dopo?

[per un occhiata più approfondita a “The Land” cliccate qui]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...